il caso studio dell'Archivio di Stato di Trieste
Il progetto di digitalizzazione dell'Archivio di Stato di Trieste per la conservazione e l'accessibilità del patrimonio storico
Descrizione Cliente
L'Archivio di Stato di Trieste
L’Archivio di Stato di Trieste è un’importante istituzione che conserva documenti di straordinario valore storico e culturale, provenienti sia dall’Italia che dall’ex Impero austro-ungarico. Questo patrimonio unico, che include materiali in italiano, tedesco e sloveno, rappresenta una memoria preziosa per studiosi e ricercatori. Attraverso progetti di digitalizzazione, l’Archivio si impegna a garantire la conservazione e la fruibilità dei propri documenti per le generazioni future.
Descrizione Bisogno
La sfida tecnologica per la salvaguardia e la fruibilità dei documenti fragili
L’Archivio di Stato di Trieste gestisce un vasto numero di documenti cartacei, inclusi registri, faldoni, buste e fascicoli, molti dei quali rappresentano risorse storiche uniche e fragili. Era essenziale per l’Archivio adottare un approccio innovativo e sostenibile per digitalizzare 150.000 unità documentali, garantendo sia la conservazione fisica che la fruibilità digitale. Questo progetto richiedeva l’uso di tecnologie avanzate per creare copie digitali di alta qualità, nel rispetto delle normative nazionali ed europee, oltre che degli standard della Digital Library italiana. I documenti dovevano essere organizzati e descritti accuratamente per essere facilmente consultabili su piattaforme digitali.
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Progetto elaborato da Insaid
Valorizzazione della memoria storica attraverso la digitalizzazione
Insaid sta collaborando con l’Archivio per sviluppare un programma su misura che risponda alle specifiche esigenze del progetto. L’archivista ha avviato una preparazione meticolosa dei materiali, cartulando e organizzando le buste da digitalizzare secondo il piano di classificazione esistente.
La digitalizzazione è in corso e viene effettuata con scanner planetari, che permettono di preservare l’integrità dei documenti durante l’acquisizione delle immagini. Una volta scansionati, i materiali vengono elaborati e rinominati per garantire una gestione coerente. La metadatazione viene realizzata seguendo lo standard METS-ECOMiC, assicurando che le informazioni siano organizzate e compatibili con le piattaforme digitali.
I materiali digitalizzati, tra cui i fondi del Catasto Venezia Giulia (1918-1986) e del Catasto Franceschino (1869-1883), saranno caricati sulla piattaforma DPAC, rendendo questo straordinario patrimonio accessibile a un pubblico più ampio e garantendone la conservazione nel tempo.